Pellegrini verso Roma…chiamati da Francesco


I nostri eroi (il clan, i capi squadriglia e qualche guida) son partiti venerdì sera dopo cena, sotto un acquazzone astigiano e un cielo grigio che non presagiva proprio nulla di buono, ma felici e accompagnati dal gruppo di Rivarolo.
Dopo un paio di soste notturne in autogrill affollati di scout  addormentati, e dopo aver (non) dormito, alle sei intravvediamo il cartello ROMA. Finalmente.
 
Alle sei la città è già invasa da mille e mille camicie azzurre, da lupetti legati l'uno all'altro che formano trenini, da vecchi lupi /sorveglianti che controllano di non perdere nessuno, da esploratori, guide, rover e scolte rumorosi., come sempre. Come da tradizione.
 
Alle sei e dieci siamo fuori dal colonnato di San Pietro in attesa che aprano i cancelli della sicurezza. Gli abitanti di Roma ci guardano e si chiudono in casa; scout seduti e coricati ovunque suonano, cantano, berciano e fanno la seconda o la terza colazione. Abbiamo conquistato la città.
 
Alle sette e mezza aprono i metal detector. Dopo una gara per accaparrarsi il posto migliore e mezz'ora di coda, riusciamo a conquistare la piazza e delle sedie in una buonissima posizione! E pure dell'acqua. Scatta la terza colazione. Qualcuno cede, i ragazzi fanno qualche pisolino, per ricaricarsi dopo la notte in bianco.
 
Alle nove inizia la veglia di attesa del Santo Padre. Una veglia di preghiera, di canti, di balli e di tante tante canzoni che cantiamo a squarciagola. Le sappiamo quasi tutte, siamo praticamente pronti per accoglierlo.
Recitiamo la preghiera scritta dai ragazzi per il Papa, ci facciamo due gavettoni per evitare il surriscaldamento dei cervelli, perchè il sole è alto e forte. A Roma, 30 gradi e poche, pochissime nuvole, non un filo di vento.
 
Passano alcuni video della Route Nazionale del 2014, dell'invito dell'associazione a "Fare la Chiesa più bella", di contributi di clan e reparti di tutta Italia che sono venuti in pellegrinaggio a Roma in bicicletta.
 
Poi finalmente arriva il Papa. Tutti corrono verso le transenne a salutarlo, a cantare, a sventolare i fazzolettoni, a tirargli fazzolettoni del proprio gruppo (noi ne abbiamo tirati tre con il nome del nostro gruppo, di cui uno sul guidatore della Papamobile). Ritorniamo ai nostri posti dopo dieci minuti di acclamazione. Sentiamo le sue parole toccanti e dopo aver attenso che il Papa saluti tutti i malati e i ragazzi disabili presenti, usciamo da Piazza san Pietro molto giooisi e soddisfatti, in un mare di camicie azzurre festanti.
 
Iniziamo il nostro piccolo tour culturale per Roma che passa per Castel Sant'Angelo, Piazza Navona, il Pantheon, la fontana di Trevi, il Quirinale, l'altare della Patria, i fori imperiali, la colonna Traiana e finalmente il Colosseo, dove ci stravacchiamo nel parco della Domus Aurea per pisolare, alle sei di sera, cotti da una giornata campale nella città eterna.
 
Aspettiamo il pullman ammirando il Colosseo e facendo la prima cena.
 
Nella visita romana abbiamo anche fatto una puntatina alla nostra sede dell'Agesci, in piazza Pasquale Paoli, di fronte a Castel Sant'Angelo. Per una pura casualità  e fortuna, davanti al portone abbiamo incontrato il presidente del comitato nazionale, Matteo Spanò, che ha permesso ai nostri ragazzi di visitare la "loro casa", la sede dell'Agesci. Un onore e davvero una grande fortuna!
 
 
Siamo ritornati a casa davvero stanchi ma con gli occhi e il cuore pieni di gioia e di immagini di un'associazione fatta da ragazzi, grandi e piccini, chiamati a Roma da un grande messaggio d'Amore. E siamo stati contentissimi di poter portare i nostri colori al Papa, in rappresentanza di tutto il gruppo